La guerra in Iran non colpisce tutte le OTA allo stesso modo, e questo cambia completamente il nostro modo di fare Revenue Management

Negli ultimi anni abbiamo dato per scontato che le OTA fossero intoccabili, quasi immuni da shock esterni. La realtà è che non è così.

L’articolo pubblicato da Skift mette in luce un aspetto che molti revenue manager stanno iniziando a percepire sul campo, ma che pochi stanno davvero leggendo in profondità.

Il conflitto tra Iran e lo scenario geopolitico attuale non impattano tutte le OTA allo stesso modo.

Booking Holdings è molto più esposta al mercato europeo rispetto a Expedia Group. Questo significa una cosa molto semplice, ma spesso sottovalutata, se il turismo europeo rallenta, Booking rallenta più velocemente.

Non è una questione di piattaforma migliore o peggiore, è una questione di distribuzione geografica della domanda.

Quando il costo del carburante sale, quando l’incertezza cresce, quando il cliente ha paura di non potersi permettere un viaggio tra tre mesi, la prima cosa che cambia non è la scelta dell’hotel, è la scelta di partire.

E questo si riflette immediatamente nel comportamento di acquisto.

Più prenotazioni anticipate, ma più fragili, più cancellazioni, più ricerca di tariffe flessibili, meno fiducia nel lungo periodo.

Booking, che lavora molto su volumi europei e short lead time, si trova esposta a una domanda più emotiva e reattiva.

Expedia, con una presenza più forte sul lungo raggio e sul mercato americano, intercetta una domanda mediamente più pianificata e meno volatile.

Questa differenza, oggi, diventa strategica.

Perché non stiamo parlando solo di guerra, stiamo parlando di percezione del rischio.

E il revenue management, quello vero, non lavora sui prezzi, lavora sulla psicologia della domanda.

Se non leggiamo questo passaggio, rischiamo di fare l’errore più classico, reagire con il prezzo a un problema che nasce dalla fiducia.

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